Indie.

Che cos’è la musica indie? Nessuno lo sa. Vuol dire tutto e niente.

Anche Wikipedia è piuttosto confusa. (http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_indie)

Però a Torino l’indie va un casino.

Se fai indie, sei il benvenuto.

Se fai indie, sei dei nostri.

Locale indie, progetto indie, concerto indie, serata indie, video indie.

Se vai in giro in pantofole, sei indie.

Se sei un po’ artista, sei indie.

Se ascolti la musica giusta, sei indie.

Se ti vesti bene vestendoti male, sei indie.

Se baccagli di brutto solo perchè fai tipo, mediamente sei indie. Anche se la concorrenza dei radical chic è spietata.

Se sei indie, puoi andare ovunque, al concerto, a ballare, a fare aperitivo o all’Astoria. E sarai sempre figo.

Coca cola, e sei protagonista.

 ???

Facciamo un sondaggio.

Tu che ascolti musica indie, che cos’è la musica indie?

Beh, tipo gli Arctic Monkeys.

E capisci già con chi hai a che fare.

Indie?

Ma tipo l’indiano che suona il flauto nella rotonda di via Frejus davanti al banchetto della Lega?

Lui è indie per forza.

Ma sì, l’indie, i cani.

Ah sì, quelli che fanno cagare.

No ma io intendevo i Cani con la C maiuscola, il gruppo.

Eh sì, pure io.

Ma noo, cioè l’indie è una cosa seria.

Tipo a Torino ci sono i F****** (censurati), quelli che ormai suonano ovunque tranne che in piazza perché è troppo mainstream e perché fa troppo poco indie e poi sembra che c’abbiano troppi soldi e i fan indie si ribellano agli indie mainstream e succede un casino che poi nessuno vuol essere più indie.

Ma se han suonato al T******.

Già, è vero.

Non ci sono più gli indie di una volta.

E’ da quando sono arrivati i cowboy, forse.

Chissà che cosa ne pensa Casacci.

 

Per riflettere su questo strano fenomeno sociale più che musicale, vi suggerisco un simpatico quadretto fornito da un gruppo indi-pendente ma sicuramente sulla cresta dell’onda quest’anno:

http://youtu.be/pZniUISDfl8

Sempre per sorridere, arriva un altro spunto (condivisibile, tranne qualche errore grossolano, che credo riconoscerete):

http://www.ciclofrenia.it/2012/10/22/guida-alla-realizzazione-di-un-disco-indie-di-sicuro-successo/

I più acuti di voi si accorgeranno che sono in conflitto l’uno con l’altro.

E allora chi ha ragione?

Chi lo sa.

Del resto nessuno ha capito che cosa sia l’indie, rock, elettronica, cantautori, folk, tutto può essere o non essere indie.

Infine, lasciando da parte l’inutile definizione di indie, due dubbi amletici mi assillano:

1)      Come si fa ad arrivare vivi alla fine di un disco di Vasco Brondi?

2)      Come mai se nomini Bon Iver a qualsiasi ragazza, reagisce come se avesse appena visto una cucciolata di Labrador con occhi spalancati che invocano coccole sdraiati su un letto di cotone e tenerezza? A me piace, ma non mi fa questo effetto.

 

“Arti” – Dramma metropolitano in due atti.

Atto primo – Gli arti sezionati

Apre a Torino la mostra “The Human Body Exibition”. Chi non ne avesse ancora sentito parlare legga questo articolo tratto dal sito de La Stampa, il quotidiano torinese più letto: http://www.lastampa.it/2012/10/01/cronaca/digito/municipio-le-testimonianze/human-body-exhibition-la-scienza-dal-vero-BeojUwMsz1KCDmBOy7gzrJ/index.html

In pratica sono messi in mostra corpi imbalsamati di persone vere, persone di nazionalità cinese decedute per morte naturale, feti compresi. Già questo basterebbe per incuriosire i fan di Tarantino e per scandalizzare l’anziana signora torinese che porta a spasso il cagnolino. Sicuramente si tratta di una mostra dal grande valore divulgativo, come annunciato dall’assessore regionale alla cultura Coppola, che può interessare e arricchire studenti di medicina e competenti del settore. L’apprezzabile linea comune tra gli organizzatori è quella di «avvicinare tutti all’anatomia del corpo umano» (citando Cecchi Paone, e non è una battuta). Ecco, senza entrare in un dibattito senza fine su cadaveri o non cadaveri, la riflessione da fare secondo me è questa:

Perché per avvicinare le persone alla cultura bisogna sempre trovare un’esca che faccia così tanto rumore?

Piccola digressione. L’aspetto tipicamente italiano della faccenda: in queste occasioni tutti si sentono esperti dell’argomento in causa. Sentire persone qualsiasi discorrere di anatomia è strano. L’anatomia non è il calcio, ci son persone che la studiano per anni e che in fondo meritano rispetto. E’ sempre lo stesso film, se c’è un argomento scottante, tutti si sentono in dovere di interessarsi e di dire la propria. E ogni volta ti prende un senso di spaesamento misto a nausea. (A proposito, chi ha mai letto “Spaesamento” di Giorgio Vasta?)
Come sentir parlare di musica e di doti canore qualcuno che ha visto tutte le serie di X-Factor e di Amici e non ha mai comprato un disco in vita sua.

Come il sentir parlare di libri chi legge solo Fabio Volo.
Come sentir parlare di poesia i seguaci di Sandro Bondi.

Non è sempre necessario parlare.

Speriamo almeno che qualcuno, visitando la mostra, capisca che fumare fa male.

 

Atto secondo – Vita senza arti

Grande sollievo alla notizia dell’arresto di un gruppo di sfruttatori di mutilati di guerra. Queste persone, se così si possono definire, reclutavano giovani mutilati nei paesi dell’est per portarli a Torino a mendicare ai semafori, in cambio di un letto per dormire e un tozzo di pane.

Qualcuno di voi si ricorderà del ragazzo senza braccia di piazza Adriano, che mendicava con un bicchiere appeso al collo avendo come unico strumento per interagire col mondo la propria bocca. Ogni sosta a quel semaforo faceva riflettere chiunque avesse un minimo di cuore. Alcuni automobilisti erano anche infastiditi dai suoi atteggiamenti non proprio ispirati al galateo.

Le riprese della polizia lo mostrano, lui o un ragazzo come lui privo degli arti superiori, costretto dagli sfruttatori a mangiare o a bere da terra, umiliato e privato dei pochi spiccioli raccolti durante la giornata. Una scena di ordinaria cattiveria.

Per fortuna ora anche lui dovrebbe essere in una comunità.

 

Gran finale – Inno alla vita

Le Paralimpiadi di Londra si sono concluse da qualche settimana senza fare notizia quanto i record di Usain Bolt. L’ex pilota di formula uno Alex Zanardi, che ha perso i due arti inferiori a seguito di un grave incidente in pista, ha vinto una medaglia d’oro nella disciplina dall’handbike.

Se tutti avessero la sua forza di volontà, il mondo sarebbe un posto migliore.

Vi invito a spendere un minuto della vostra giornata guardando la sua intervista post-vittoria:

http://youtu.be/xRgRTAUAnF4

Vi farà bene.